Aggressività e violenza: quando i genitori perdono le staffe

Pubblicato il: maggio 5, 2015 | 0 Commenti |

Che cosa porta un genitore a perdere le staffe?

Perché di fronte alle pretese e alle provocazioni di un figlio adolescente,un genitore arriva a comportarsi in modo insensato e va completamente in tilt?

Il mestiere degli adolescenti è quello di mettere in discussione i genitori e le loro regole, serve loro per rivendicare la loro autonomia, per costruire la loro identità di adulti. Lo scopo è quello di ottenere i loro vantaggi: uscire e tornare all’orario che vogliono, stare al pc o alla playstation tutto il tempo che decidono, evitare i compiti o di mettere in ordine la camera. E quella che è una sana ribellione, assume sovente la forma di un ricatto, di un attacco verbale o fisico, di una sfida nei confronti di uno o di tutti e due i genitori.

Tentando di capire come reagire a questo tipo di comportamenti, i genitori spesso ondeggiano tra due tipi di posizioni: risposte ipo-reattive (non provare o fare niente: i genitori hanno imparato semplicemente ad arrendersi e non sembrano essere troppo sconvolti da questo) e risposte iper-reattive (provare troppo intensamente, spiegare,gridare, minacciare). In entrambi i casi, si risponde “ a caldo”, ovvero sulla scia di un’ emozione,come rabbia, paura, senso di colpa. E’come se ragazzi mettessero in atto un vero e proprio “push the botton”, premono il pulsante giusto, quello che fa più male ai genitori e immediatamente li manda in tilt.
E la Reattività, ovvero la risposta “a caldo” quasi mai è un intervento efficace: infatti anziché risolvere il problema o interrompere per sempre il comportamento aggressivo del figlio, lo manteniamo fino a peggiorarlo. Si alimenta cosi l’escalation che condurrà al conflitto e in alcuni casi alla violenza.

Cosa fare dunque per riprendere in mano le redini della situazione? Come interrompere questi circoli viziosi e tornare ad essere genitori autorevoli?

E’ necessario passare da una posizione di reattività a una di Pro-attività. In altri termini, evitare di reagire, fare prediche o minacciare al momento dello scontro, e introdurre in un secondo momento, “a freddo”, azioni nuove, meditate e focali che riducano il conflitto e le emozioni negative che da esso si generano.

Riepilogando, imparare a riconoscere come reagiamo di fronte a un bisticcio con nostro figlio e, in seguito, mettere in atto un’ azione pro-attiva, sono i primi passi che consentono di restituire alla coppia genitoriale l’autorevolezza perduta.

Libri di Riferimento | Bibliografia:

  • Dolci M.,Rinaldi G., Balbi E., Boggiani E., (2009) Adolescenti violenti, Milano, Ponte alle Grazie
  • Price, J. (1996), Power and Compassion. Working with Difficult Adolescents and Abused Parents, New York London, Guilford Press.